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Quattro quintali di lucci e carpe pescati di frodo

Sgominata una banda di pescatori abusivi che usava il lago di Montedoglio come bacino di rifornimento. Sequestrati cinquecento metri di reti da pesca

PIEVE SANTO STEFANO — A segnalare la presenza notturna di pescatori di frodo era stato il personale incaricato del controllo della vicina diga. Da questa segnalazione è scattato il blitz con appostamento dei carabinieri forestali di Pieve Santo Stefano e Sansepolcro che ha permesso di mettere ko la banda.

I militari si sono appostati in località Bisolla e proprio lì, intorno alle 22.30, sono arrivati gli ignari pescatori a bordo di un furgone che si è fermato davanti alla riva. Sono scesi in tre. Due sono si sono imbarcati su un gommone e hanno iniziato a recuperare le reti gettate in mezzo al lago, mentre quello rimasto a terra li guidava. Tanto è bastato per far partire la richiesta di rinforzi dai carabinieri appostati che hanno avvertito i colleghi della stazione di Pieve Santo Stefano.

Dopo un paio d'ore nello stesso punto è spuntato un altro furgone, dotato di cella frigorifera. Anche qui tre persone a bordo. Fermati dai carabinieri, sono risultati tutti rumeni ma nessuno di loro ha voluto dire perché si trovasse lì a quell'ora. Solo uno, quello alla guida, ha detto di essere un pescatore professionale. Cosa, peraltro, confermata dai controlli. 

A quel punto è scattata l'azione con i carabinieri che sono scesi verso il lago e hanno fermato l'uomo che si trovava a riva e che in quel momento era intento a recuperare le reti con il pesce ancora impigliato dentro. Anche lui è rumeno. Gli altri due, quelli che si trovavano sul gommone, si sono dileguati nonostante l'ordine dei carabinieri di avvicinarsi alla riva. 

Nel frattempo i militari hanno dovuto anche mettere a tacere una potenziale rissa con altri pescatori arrivati in zona che, appena capito che era in corso il blitz, hanno iniziato a inveire contro i componenti della banda minacciandoli. Si tratta di frequentatori abituali del lago che, evidentemente, conoscevano i rumeni. 

Riportata la situazione alla calma, i militari hanno identificato tutti i pescatori fermati e hanno sequestrato cinquecento metri di rete da pesca oltre a quattro quintali di pescato tra lucci, pesci persici e carpe. Poco dopo è stato recuperato e sequestrato anche il gommone abbandonato in mezzo al lago. I fermati sono stati accompagnati in caserma. Il reato di cui sono accusati è pesca, detenzione, trasbordo, sbarco, trasporto e commercio di specie ittiche in violazione della legge. 

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